"Un artista fortunatamente non è una monade chiusa al mondo ma un qualcosa che si nutre del proprio tempo con tutte le proposte che questo offre."

 

In questa sezione è possibile essere aggiornati su opere, eventi, pubblicazioni, articoli, mostre, film e dischi, non necessariamente strettamente legate al mondo operistico, ma ritenuti di interesse e utilità al confronto interculturale, alla riflessione e crescita dell’artista.

 

Il nuovo Otello di José Cura

Evento: Otello

Dove: Deutsche Oper Berlin

Quando: 2 Giugno 2010

 

Con un po’ di ritardo e in maniera molto sintetica vorrei parlarvi della nuovissima produzione di “Otello” andata in scena alla Deutsche Oper di Berlino nel giugno scorso.

 

La fanciulla del Centenario

LA FANCIULLA DEL CENTENARIO

Evento: La Fanciulla del West

Dove: Festival Pucciniano di Torre del Lago

Quando: 16 Luglio 2010

 

Una scommessa vinta a metà o forse un’occasione sfruttata solo in parte.

“Fanciulla del West” come ambientazione è una delle opere più affascinanti perché chiede di fare i conti con i film western e con l’immaginario collettivo intriso da queste immagini.fanciulla torre dany fabio

Ho visto trasposizioni temporali molto interessanti sia ad Oslo che proprio alla Deutsche Oper di Berlino diretta dalla signora Harms  (sicuramente la Fanciulla che io ho preferito in assoluto dal punto di vista registico).

Quindi mi piacciono molto le sperimentazioni ma…devono avere una logica strettamente attinente al libretto e alla partitura, sviluppando magari ciò che si presenta nel sottotesto.

Qua la scenografia era, a mio parere, completamente inadatta ad esprimere Fanciulla: ridondante, eccessiva a volte sinceramente risibile. Come non sorridere al secondo atto quando la capannuccia di Minnie si trasforma in una super-casa con due pseudo letti-gondole d’oro?! Naturalmente in tanto sfarzo Johnson non trova di meglio che…dormire in terra.

La scelta di trasformare gli scultori in scenografi mi ha sempre lasciato molto perplessa. Credo che spesso si tratti di professionalità e punti di vista completamenti diversi. Può venire il buon risultato, anche l’ottimo, ma non è così scontato.

 

Tosca a Genova

Evento: Tosca

Dove:   Teatro Carlo Felice di Genova

Quando: 8 Giugno 2010

Il ritorno di Daniela Dessì e Fabio Armiliato al Carlo Felice di Genova con “Tosca”ha  prodotto una serata di grande magia.

…Per tanti motivi, non ultimo  l’emozione che si leggeva nei due grandi interpreti come nel pubblico. Emozione calda, accogliente, capace di parlare di percorsi comuni e di quel legame speciale che si ha con le proprie origini. tosca_genova_1

L’opera scelta  era particolarmente rappresentativa per i due artisti che l’hanno scavata a fondo e ne hanno tratto una linea interpretativa di notevole spessore.

La produzione si è rivelata fascinosa per le scenografie originali del debutto e per i costumi di grande suggestione, indossati dalla signora Dessì con particolare malia.

Indubbiamente la sua interpretazione è stata quella di una Tosca a tutto tondo: donna e artista, dolce e passionale, coraggiosa, decisa, insicura.

Tutti i colori di una femminilità completa e complessa sono apparsi nella recitazione e nella voce della signora. Ogni parola, ogni sfumatura dei dialoghi hanno avuto risalto per dare a Tosca quel fascino e quella immediatezza che le appartengono.

Mai stereotipata, mai soltanto personaggio, Dessì ha proposto una donna con una gamma di sentimenti ed emozioni, spesso contrastanti ma sempre tanto naturali.

 

Daniela Dessì Puccini Arias

Un cd "teatrale" in cui ogni brano palpita di vita

 

Presentare questo CD è un piacere per la ricchezza dei pezzi scelti e per la bellezza dell’esecuzione. Daniela_Dessi_Puccini

La signora Dessì, con una grande intuizione, ha deciso di dare un’impostazione “teatrale” a tutte le esecuzioni, facendo in modo che l’ascoltatore percepisse il pathos da lei proposto sul palcoscenico. Ha evitato così quel “distacco” che purtroppo spesso si nota nei concerti e nelle registrazioni, quando il pezzo sembra nascere dal niente e risolversi quasi per se stesso.

In questo caso invece ogni brano palpita di vita, rimanda all’opera da cui è stato tratto e fornisce una testimonianza di un modo di rendere il personaggio.

Più che una serie di arie, Daniela Dessì propone a mio avviso una serie di personaggi, con il loro spessore, la loro anima. Ed è chiarissimo dal suo cantare che lei li ha “prelevati” dal palcoscenico, dalle scelte drammaturgiche che ha fatto per riversarli in sala d’incisione.

La voce è bellissima, ricca, si piega a tutte le necessità d’interpretazione con raffinato rigore, ma è il colore che la signora cerca a rendere così affascinante il CD.

 
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