Giù la maschera!

"Giù la maschera è stato per me la prima occasione per affrontare in modo sistematico l'analisi del rapporto tra personaggio e interprete. Sono profondamente grata al Maestro Cura per aver avuto l'intuizione che un testo simile avrebbe potuto aprire uno spazio di riflessione nel campo teatrale.

Del resto forse nessun altro artista oggi coniuga in modo tanto estremo e completo l'importanza curadello "stare in scena": anima, corpo e voce sono al totale servizio di questa realtà. Altri interpreti compiono scelte proposte con motivazioni assai interessanti tanto che le seguo con sincera attenzione ma è difficile trovare sviluppi così radicali come quelli messi in pratica da Cura.

Non mi è interessato come non mi interessa esprimere un giudizio assoluto, quanto riportare un fatto e uno stile di lavoro.
Ho constatato che il Maestro, da persona colta e da musicista completo, è sempre molto consapevole delle proprie scelte come delle motivazioni che le muovono. La sua fisicità fa spesso pensare ad un artista istintivo e passionale, io lo reputo invece estremamente razionale nella costruzione del personaggio con le conseguenze sceniche e vocali che questo implica.

Cura è un uomo che sa usare i colori della propria personalità, che ama confrontarsi in scena con caratteri complessi. Gli piace togliere la maschera agli "eroi" (la vocalità tenorile parla, almeno apparentemente, quasi sempre di questi!) per vedere cosa c'è sotto: uomini pulsanti, con paure, incertezze, miserie, eroismi slabbrati... personaggi degni del teatro del nostro tempo.giu_la_maschera

Non ho difficoltà a riconoscere che il titolo del libro non è mio, mi è stato proposto dal Maestro Cura ed io l'ho accettato perché... era giustissimo!

Sono una regista che per molti anni ha svolto anche la professione di psicologa ed è ovvio che questo bagaglio lo porto sempre con me in teatro: cerco di andare oltre una prima lettura del personaggio, di capire se c'è altro da vedere. Penso che questo sia il compito principale del regista, visto che lui ha la facoltà e il dovere di collegare musica, libretto e realizzazione scenica.

Non so se l'opera verrà ancora eseguita tra cento anni e, francamente, non mi sembra che questo debba preoccuparci molto. Mi interessa, e tanto, fare spettacoli che possano dire qualcosa all'uomo di oggi. Credo che questo sia magnificamente sufficiente!

Con "Giù la maschera!" ho iniziato un percorso mirato dentro l'interpretazione. E' stato molto interessante confrontarmi con il Maestro Cura, con le sue visioni, con le sue idee, che ho trovato sempre estremamente stimolanti e che hanno spesso avuto punti di contatto con le mie. Direi che si è verificata una sintonia d'intenti basata anche sul profondo rispetto delle reciproche professionalità.

Oggi ho altri libri per le mani, la mia ricerca continua, mi aspettano realizzazioni nuove ma "Giù la maschera!" resta e resterà sempre il primo figlio, l'emozione speciale e mi auguro possa andare per il mondo a raccontare di Otello, Canio, Calaf e degli altri con la stessa razionale passione con la quale è stato scritto".

Serenella Gragnani

 

 

Ci sono molte chiavi d'accesso per inoltrarsi nel mondo della lirica: la musica, la messa in scena, la qualità vocale degli interpreti, la scrittura drammatica dei libretti... Questo libro di Serenella Gragnani, nato da un incontro con José Cura, ne propone uno ancora diverso. Un approccio che, partendo dal criterio interpretativo che il cantante argentino ha scelto di adottare nel suo rapporto con alcuni dei più famosi personaggi maschili della lirica, indaga i meccanismi psicologici profondi degli stessi: i loro sentimenti, le loro "ragioni di esistere". José Cura mostra di essere un artista di temperamento, dotato di una notevole sensibilità psicologica e anche di una apprezzabile indisponibilità a sposare chiavi interpretative abusate che rischiano di ridursi a vuoti cliché. Da tutto questo Serenella Gragnani prende le mosse per guidarci in un convincente excursus che ci porta a riconsiderare le azioni e gli atteggiamenti dei protagonisti di tante opere. Una lettura che aiuta a restituire "carne e sangue" ai personaggi del palcoscenico, a indagarne e portarne in superficie le passioni, le ombre e i fantasmi che li abitano.

Stefano Baccelli- Presidente della Provincia di Lucca