Daniela Dessì, La Voglia di Sperimentare

 Ritengo che un’artista sia tale quando desidera conoscere, sperimentare.

Con una carriera così ricca e bella Daniela Dessì potrebbe “andare avanti” di alta, raffinatissima routine e nessuno potrebbe fargliene una colpa!! Invece la signora ha voglia di scoprire altro.

Ecco l’andare a studiare e a proporre Gioconda (Teatro Massimo di Palermo febbraio-marzo 2011) un bellissimo personaggio di un’opera che francamente non amo molto.dessi gioconda 3 2

Dal mio punto di vista è troppo farraginosa sia drammaturgicamente che musicalmente, ma questo non vuol dire che non contenga brani bellissimi e non soltanto per le più celebri romanze.

Di grande suggestione i duetti tra Gioconda e la madre come tra Gioconda e Laura così pure i cori dei marinai, così interessanti per gli intarsi cromatici.

Nella produzione del Massimo alla regia lineare di Grinda si sono affiancati i bellissimi costumi di Capeyron, sontuosi e raffinati, capaci di evocare una Venezia misteriosa ed insalubre.

Lo spessore psicologico dei personaggi  già nel libretto di Boito (che usa uno pseudonimo per firmarsi) lascia un po’ a desiderare, ed è prevalentemente affidato agli interpreti.

In questa edizione corretta la Laura di Marianne Cornetti, un po’ fuori ruolo i tenori chiamati ad interpretare Enzo, intensa e commovente la Cieca di Elisabetta Fiorillo, vocalmente ricco il Barnaba di Alberto Mastromarino.

Un ruolo che mi piace molto è quello di Alvise, il crudele e complesso marito tradito. Alexander Vinogradov lo ha interpretato in modo corretto ma com’è possibile proporre un uomo di tale rango e autorità col volto di un bambino? Forse era necessario lavorare di trucco e anche aiutare il giovane basso ha trovare la chiave per entrare meglio nel suo personaggio.

Daniela Dessì ha individuato perfettamente la strada per interpretare Gioconda, il personaggio più attuale dell’opera.

Un’artista girovaga, una donna bella e desiderata, un simbolo di libertà e una creatura dolce e crudele, vendicativa e accogliente assieme.

Dessì ha dato eleganza e passionalità al ruolo, tratteggiandone le sfumature e la modernità. Non era facile uscire dal fumettone, o peggio ancora dalla commedia strappalacrime. Daniela, invece, ha cercato la via dell’attualità di un femminile così sfaccettato, fuori delle regole.

 

Ha lavorato di fino per scandire l’amore che lega Gioconda alla madre, la Cieca che simboleggia la precarietà, la difficoltà che la donna ha sempre dovuto incontrare quando è andata per strade non riconosciute.

Tra l’altro nelle opere difficilmente sono presenti (almeno in carne ed ossa) le figure materne. Quindi i duetti tra le due donne sono particolarmente affascinanti e pieni di emozione.

Anche il rapporto tra Gioconda e Laura inverte un po’ l’abituale asse soprano-mezzo, dove la prima è la buona e la seconda la cattiva.

dessi gioconda4In questo caso invece Gioconda rappresenta un personaggio complesso, estremamente umorale, che la signora Dessì  ha colto nei suoi recessi più profondi e nei repentini sbalzi d’umore.

Vocalmente ha dato al personaggio la dolcezza e la corposità della sua voce, evocando nelle note i colori del Tiziano. Cosa vuol dire? Che Dessì ha giocato con la morbida intensità della sua voce, per farne raffinate cesellature, senza mai perdere la calda bellezza più che mai necessaria in questo ruolo.

Daniela mi ha detto che le piacerebbe inserire l’analisi Gioconda nel libro che stiamo scrivendo assieme. Ho aderito subito con grande piacere a questa proposta, perché questo ruolo non è stato poco indagato soprattutto dal punto di vista psicologico.

Penso che riserverà delle sorprese…proprio come le notti veneziane dalle quali proviene!

 
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