Il Maestro torna a casa....
Il Maestro (ovvero Giacomo Puccini) torna a casa (per la riapertura della sua casa natale) e riprende il treno scoraggiato!!!
Naturalmente questa è semplicemente la mia opinione personale (anche se ho sentito molti commenti di persone che la pensavano nello stesso modo…) ma credo che con l’inaugurazione del 13 settembre si sia trovato il modo di far ridere il mondo intero.
Il compositore d’opera, molto probabilmente, più famoso in assoluto non può essere “festeggiato” con una cerimonia molto simile alla sagra paesana del bombolone.
Puccini ha scritto soltanto due pezzi per banda, ha una musica particolarmente complessa…possibile che non si sia trovato niente di meglio che affidare l’esecuzione dei suoi pezzi ad un complesso bandistico?! Indubbiamente dignitoso ma obiettivamente incapace (e non per sua colpa) di rendere il senso della melodia pucciniana.
Il Te Deum da “Tosca” suonato da una banda è un’operazione che forse, e sottolineo forse, potrebbe riuscire alla banda della Marina Americana…!
A Lucca c’è un Conservatorio che molto probabilmente produce musicisti…perché non coinvolgere gli studenti mettendo in piedi un’orchestra? Uno o due cantanti di vaglia (e di bravura) erano così irreperibili?!
Purtroppo le amministrazioni comunali, provinciali, ecc. si sono nei fatti (non certo a parole) bellamente poco interessate a Puccini e al patrimonio che potrebbe essere per la città.
Sia ben chiaro…Viareggio e Torre del Lago non sono mai stati da meno in questo gioco al massacro.
Salisburgo e Vienna hanno creato un giro d’affari e di cultura intorno a Mozart… del Teatro del Giglio nessuno in Europa (per non dire in Italia) sa niente, produzioni d’opera sempre meno (e non da ora a causa dei tagli), eventi innovativi come a Salisburgo manco l’ombra.
Io mi vergogno di essere lucchese (e detto da me che adoro la mia città è una frase grossa) e penso quanto siamo decaduti dai tempi nei quali i mercanti di sete giravano il mondo col coraggio di sperimentare, conoscere, intraprendere.
A noi (e soprattutto ai nostri politici e a chi ha le poltrone economiche e culturali) piace vivacchiare, mantenere lo pseudo prestigio, viaggiare il mondo senza essere capaci di vedere cosa si fa altrove.
Peccato…fortunatamente Puccini non ha bisogno di noi e noi, che avremmo tanto bisogno della sua carica e del suo coraggio, abbiamo perso l’ennesima occasione di mostrarci all’altezza delle nostre origini.