Da Savonlinna con Nostalgia

In questi giorni sono con la testa (e i fatti!!) nella preparazione dello spettacolo del 24 però non potevo non dedicare qualche riga al Festival di Savonlinna, incantato luogo della Finlandia, dove la gentilezza, la collaborazione con gli artisti, l’ospitalità regnano sovrane.savonlinna

Ho assistito a due recite del “Don Giovanni” e al recital di Carlo Colombara.

Ovviamente location di grande suggestione per l’opera (nel castello stesso), produzione lineare a parte qualche scelta discutibile ( per esempio, abolizione della statua del Commendatore), interpreti di buona resa tra i quali spiccava la complessa e affascinante, scenicamente e vocalmente, Donna Anna di Jennifer Rowley e il Leporello di Carlo Lepore, così equilibrato e intenso in un ruolo dove è facilissimo abbondare per eccesso o per difetto.

Carlo Colombara è andato ancora avanti nella sua ricerca sul personaggio, facendone sempre di più un uomo pericoloso, elegante, depositario di una violenza assieme distruttiva e vitale di grande resa scenica.

Vocalmente ha modulato sapientemente la sua voce così ricca per recitativi ora morbidi, ora taglienti, per le arie suadenti e piene di fascino che permettono a Don Giovanni di sedurre, comandare, morire con onore.

 

263797_10150237446901881_60239016880_7677920_3514433_nColombara ha tardato ad avvicinarsi a Mozart…ma compiuta la scelta ne sta dando una lettura di grande rigore e fascino.

Nel concerto, italiano per i pezzi scelti e per il calore, Colombara ha interpretato canzoni napoletane e della tradizione, con due escursioni nell’opera  per Filippo II e Don Basilio.

Un recital molto accattivante, adattissimo per apprezzare tutta la ricchezza cromatica di un timbro, come quello del basso, visto erroneamente da alcuni come monolitico. Un concerto che ha scatenato l’ entusiasmo nel pubblico, che si è lasciato conquistare dalla bellezza e dalla pastosità di canto e musica.

Colombara non ha “cantato” e basta…ha interpretato le canzoni cercando nel rapporto tra musica e parola lo stesso legame richiesto ad un’aria d’opera.

Credo che questo abbia dato una particolare suggestione al concerto, un profumo di altri tempi molto interessante anche dal punto di vista culturale.

Per altri tempi non intendo infatti un odore di vecchio, ma il profumo di quando queste parole erano vive, comuni lontane dalla routine interpretativa.

Al pianoforte  il maestro Jari Hamalainen, direttore artistico del Festival, ha dato all’accompagnamento una ricchezza “orchestrale” di grande resa.

 

 
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