Una chiaccherata con...Serenella Gragnani

In occasione di TURANDOT lo psicodramma - Prove di regia - Uno spettacolo di Serenella Gragnani, che andrà in scena il 24 Luglio a Massarosa (LU), Davide La Bollita indaga in una chiacchierata informale con la regista gli aspetti salienti della sua produzione, il suo particolare rapporto con Puccini, cercando di regalare ai lettori di ArtistallOpera qualche piccola anticipazione…

D. LB. Perché Turandot?sg30_resized

S. G. Perché c’era la possibilità di far debuttare una cantante nel ruolo, Olga Romanko, e questa mi è parsa una sfida interessante. E poi la mia figura centrale è Turandot e su Turandot nasce la mia produzione…

D. LB. Qual è l’aspetto musicale che si mette più in risalto nella tua produzione, la scena in cui hai curato maggiormente i dettagli, quella che potrebbe essere considerata la chiave dell’opera?

S. G. Sono due… L’inizio, dove ho cercato di far vedere il prima, il momento della vestizione di Turandot, perché secondo me lei indossa l’abito, l’abito del potere… E poi, la scena degli enigmi… Credo che in questo momento Turandot apra le porte a Calaf e dimostri che infondo lei desideri che lui scopra gli enigmi…

D. LB. Quindi tu sei del parere che Turandot fin dal primo momento in cui vede Calaf, come nella versione finale di Alfano, abbia una passione che non riesce ancora a focalizzare appieno…

S. G. Forse una passione che la spaventa moltissimo… Io non vedo una Turandot crudele ma vedo una Turandot impaurita, e quando si ha paura si diventa molto impauriti.

D. LB. Quanto è importante il ruolo di Liù in Turandot?

S. G. E’ importante anche se secondo me non è assolutamente la morte di Liù a convincere Turandot… Sono lontanissima dall’idea che una persona possa essere coinvolta dal sacrificio di qualcun altro quando quest’ultimo ha il carattere di Turandot. E’importante per se stessa ma non per il cambiamento della Principessa… Turandot sarebbe cambiata lo stesso anche se Liù non ci fosse stata!

D. LB. Qual è secondo te la collocazione giusta della Turandot oggigiorno? Ci puoi fare un’anticipazione della tua produzione?davide_la_bollita

S. G. A me piacciono anche produzioni moderne che ho trovato affascinanti come quella di Zurigo di Del Monaco, molto molto bella… però mi piace anche l’idea che Turandot possa stare nella sua epoca, un’epoca delle fiabe, un’epoca senza tempo… La mia Turandot è proprio senza tempo.

D. LB. Secondo te è l’opera più innovativa delle opere pucciniane e del repertorio verista o ce ne sono altre che possono essere accostate al suo livello di innovazione?

S. G. Sicuramente Fanciulla può stare allo stesso livello di innovazione e anche Tabarro, che sento modernissima e anche molto destabilizzante sia musicalmente che registicamente.

D. LB. La figura del Calaf… E’ un Calaf battagliero, è un Calaf che si scioglie alla visione di una donna? Quanto è uomo Calaf?

S. G. Sulla visione di Calaf sono in parte influenzata dall’interpretazione di José Cura che lo fa molto maschile e molto arrivista, ovvero un Calaf che vuole arrivare al potere tramite Turandot… Io ho cercato una mediazione in questo perché secondo me è sicuramente molto maschile e aggressivo sotto certi aspetti, però è innamorato di Turandot! Gli è piaciuta immediatamente, c’è una fortissima attrazione sensuale e sessuale tra i due e la paura che anima Turandot e in parte forse anche Calaf è proprio quella del contatto fisico che porterà solo in un secondo momento anche a un contatto d’anime…

D. LB. L’aggressività soprattutto verbale,è sicuramente una caratteristica di Calaf, pensiamo al dialogo col padre… Ora ti proporrei qualche giochino… Ti chiedo tre personaggi di oggi dello show business, a quale attore assegneresti i ruoli di Calaf, Turandot e Liù?

S. G. Calaf l’interprete del fantasma dell’opera Gerard Butler, Turandot Giovanna Mezzogiorno, Liù ti saprò dire…

D. LB. Quanto ha contribuito Puccini e la vicinanza” terrena” con lui date le tue origini lucchesi al tuo amore per l’opera?

S. G. Totalmente ha contribuito! Mio nonno lo conosceva, ho dei suoi oggetti in casa, per me è una persona di famiglia, mi piace completamente come musicista ma anche la sua persona, un misto di forza di fragilità, di innovazione, mi sarei sicuramente innamorata di Puccini!locandinanuovacondata

D. LB. Puccini in un frutto e in un colore?

S. G. In un frutto il melograno! In un colore…

D. LB. Tutti dicono il rosso…

S. G. A me piace molto il viola… Il viola! Ma in tutte le sue sfumature…

D. LB. E un aggettivo?

S. G. Splendido!

S D. LB. Secondo te se Puccini fosse rimasto in vita come avrebbe finito quest’opera?

S. G. Sarebbe riuscito a trovato il famoso bacio di cui parla nelle sue lettere, quando accenna alla ricerca di un bacio, intenso e particolare… E avrebbe capito che la sua donna ideale è Turandot e non Liù!

D. LB. Ti piacerebbe girare un film con quale opera di Puccini?

S. G. Tabarro, perché lo adoro…

 

di Davide La Bollita

 
Condividi su Facebook